lunedì 24 febbraio 2014

Zitelle e Sesso nella Roma Bene. La versione italiana di Sex & The City.

Continua la ricerca di un format televisivo americano per cui fare una serie italiana di successo. 

Copia incolla dai testi dei format televisivi americani adattati ad un pubblico strafatto dai serial tv sul sesso ? . 

ho scelto uno dei format più in auge tra le bimbe quarant'enni romane con una buona dose di cinismo e frustrazioen 













Terza serie SEX AND THE CITY  

Come avete letto di "Legge e Disordine" (prima puntata)
Come avete letto di Desperate Housewives -(I segreti di Wisteria Lane),
che però ho versato al maschile facendo riferimento ai disoccupati di tor Pignattara "Preacari disperati".

Come possiamo inquadrare le disperate Housewife italiane ?. 
Intanto in Italia sono tutte Single oramai.
ecco l'idea per Fox "Zitelle a spasso in città". 
Sono zitelle anche quelle sposate che con la crisi economica hanno divorziato, o sono state mollate, per più disponibili e sessualmente vogliose ragazze giovani e meno esigenti. Russe o Slave. 


Innanzitutto non aspettiamoci delle Milf che tanto piacciono (sarebbe troppo facile farle un po' zozzone (le Casalingue di antica memoria 80'). 
Le donne italiane, mediterranee, una volta tese al riconoscimento della bellezza e nella costruzione del focolare, oggi moderne ed emancipate sono passate all'efficienza del consumo e della crisi di nervi dell'attuale generazione.  Ma un Io Iper (efficiente), è quanto di più lontano dal format televisivi e ancor di più dalle loro genitrici. Non da scampo ai pochi maschi liberi, non c'è uomo che sopravviva a tale forza ci vorrebbe un Superman.
Per quanto ne so io (che notoriamente di donne non ne capisco un accidente) le mie impressioni sono piuttosto quelle delle "chat notturne e donne che soffrono"  (un mio vecchio post al riguardo). in continuo aggiornamento? perchè scrivete di notte insonnia ? sesso mancante ? o semplice chat compulsivismo ?   


Mi vanto di essere criptico e di non occuparmi di politica, ma la questione di mi si è rilevata necessaria nell'ultimo periodo. e mi rendo conto di mentire. 


Quindi dopo anni di caotica e infatuata osservazione dell'emisfero femminile ora ne sono certo, sono umanamente incompetente in materia. 


Non per mia colpa. 

Ma è evidente a chiunque non sia con un quoziente intellettivo pari ad una medusa (come Moccia o Verdone per intendersi) che non è umanamente possibile definire una donna ne descriverla come personaggio. 
Non ne sono stati capaci solo quelli della Tv Americana, soprattutto quelli di Sex and the city. Quindi mettendo le mani avanti perché quattro personaggi sono poco rappresentativi della categoria Zitelle e donne dove la complessità e la schizzofrenia che le identifica è una cosa impossibile da catalogare con una semplice classificazione dei personaggi, una operazione del genere era comunque da tentare.
Quindi farò l'esempio di una Roma alla moda e la propongo come una Sesso estremo in città la versione Italica di Sex and the city.
  
E' una storia di fantasia: ambientata in un posto irreale che potrebbe essere Roma Nord (un luogo che non ha confini geografici ma si riconosce solo per la sua natura Inutile), qui vivono sparse quattro signore: 

La nostra Samantha  
Tale è quale. fa il ministro per un governo di destra, non sa leggere, non sa scrivere, ma è stata sposata con un senatore della Repubblica, il che l'ha messa nella top line dei candidati al ministero della cultura avendo anche per tre mesi fatto la Pr di una discoteca alla moda, e la supplente in un asilo nido avendo il padre insistito (quello stronzo reazionario) a farla studiare da maestra d'asilo. E' la tipica MILF e qui sale lo share (lo dico per quelli di Mediaset). Ha rifatto tutto : culo, tette, denti, labbra, e vagina. Colore dei capelli, è bionda platino. In una puntata il padre ovviamente non la riconoscerà ma solo perché sembra un altra persona. 

Ora il sesso lo fa solo con precauzioni estreme: controlla sempre presso l'agenzia delle entrate gli ultimi anni di reddito depositati prima di un appuntamento. 


La nostra Jessica per me Melissa e chi vuole intendere intenda :  
Blogger su un blog notissimo e followato tantissimo. dove scrive una rubrica di cucina (anche se non sa cucinare). Parla di quanto gli uomini sono delle bestie, sporchi, non tirano mai giù la bicicletta dal soppalco, ne la tavoletta del cesso. Autonoma e bulimica, ha problemi col cibo è vegana, bio, radical chic di Monte Verde e la pensa di sinistra. Ma è molto sinistra solo nei suoi pensierie nel uso delle zuppe di verdura. Cupa e depressa diventa solare solo quando va a fare shopping con le amiche. E' da sempre innamorata di uno che non se la fila proprio, un figlio di papà, allo stato attuale fotografo di moda. 
La sua storia si sviluppa passando per un redattore capo un assessore regionale, un delegato sindacale che poi ci proverà (cattivo) quando farà l'esame (senza superarlo) da giornalista. In fondo Lei una morale la ha (anzi due) Un giorno troverà l'amore e saprà riconoscerlo, quindi cambierà strada onde evitare di fare una minima scelta buona.

La terza : Rebecca ebrea farmacista, sposata bene, grande lavoratrice e chiappe sode.   E' l'iperattiva del gruppo manda avanti cinque farmacie assieme, con successo. Corre tutte le mattine alle cinque. Poi ha i denti bianchi naturali Fa donazioni in Africa, si occupa della madre malata, del vicino di casa, di quattro cani, mangia solo cibi sani. E' bella da morire e brava e non ci credi.    Le altre (ovviamente) la odiano e lei si sente sola. Non l'è riuscito di avere un bambino e ora superati i quarant'anni non ha neanche uno straccio di uomo che la mette incinta.   

Qui l'evoluzione del personaggio è possibile in tutto. Che fine fà ? Mah, legge di natura vuole che le altre la soffocano. O che non riesce proprio Oppure che si innamora di un tossico di eroina e si becca l' Aids. 
Qui c'è da sentire la rete che vorrebbe per Lei troppo figa per essere fortunata. 




La quarta: Roberta avvocato di successo (o cuoca di catering), mora intelligente e di buona famiglia. Sposata con uno tranquillo, che l'ama e le vuole bene.   Quindi lei fa Sado_maso il mercoledì a Prati, e va da un santone il giovedì, ha un amante fisso che la porta nei locali di scambisti il venerdì. 
Sogna di diventare un angelo del focolare e a sentirla voleva tre figli. 
Poi per trovare la pace lascerà il marito che non la capisce. 
In fondo ha ragione.
La cosa buffa è che ci potrei mettere le foto ... 
l'altra cosa buffa è che giustamente quelli della Rai e di Mediaset me la boccerebbero di sicuro.... Perché sembra irreale. ci potrebbe cascare Cacioppo e farne una puntata di Vojager ora gli mando una E mail.  


Alla prossima sto pensando alla versione italica dei Teletubbies ambientata in parlamento Renzi e Mr B. Brunetta mi manca solo il negro :) mah,,,, 
E' stata un'ispirazione improvvisa  
   
             


vi lascio con un omaggio a Moravia su un testo di Francesco Paolo Cianci.  


        

giovedì 20 febbraio 2014

Bronson gruppo nuovo vecchie conoscenze.

Bronson: lo stato delle cose. 


Se l'esperienza conta qualcosa  allora questo è il gruppo che fa per noi.  
Sono vent'anni che giro per Roma, alla fine le facce sono sempre quelle. 
Intervistare i Bronson rimane facile li vedo in giro o li sento da vent'anni, per un verso o per l'altro.


Roma è un paesone di provincia (chi ci vive lo sa).  
Chi sono i bronson ? 

Bronson L è Lara Martelli cantante romana,
I più la ricorderanno in "Orchidea Porpora" 
in quel disco c'erano anche 

Bronson V. 
AKA Vieri Baiocchi (batteria) 

e Bronson P  Pierfrancesco Aliotta (basso) "ma non basso"   che assieme suoneranno anche con MiniK 



A loro aggiungete Giorgio Maria Condemi (chitarra) preso da Operaja Criminale (con Vieri anche qua) 
e Poppy's Portrait ... ed ecco delle vecchie volpi che fanno una reunion e un nuovo progetto. 




"Felicità"  è stata incisa alla prima volta in sala dopo solo 20 minuti di prove ed è quella che abbiamo passato a Deliradio.it in esclusiva, 

Poi arriva il primo singolo "la Provincia"    
che verrà presentato la settimana prossima al Localino Localino di San Lorenzo e venerdi prossimo al Contestaccio 


che dire ascoltarli è stato un piacere e un bel pomeriggio, ci hanno raccontato la loro  
formazione il loro incontro, 
resta solo da andarli a beccare live in giro. 



podcast delle interviste : a Deliradio.it 

www.mixcloud.com/danieledesanctis/coffee-and-cigarettes-con-i-bronson-presentano-il-nuovo-singolo/
www.mixcloud.com/danieledesanctis/la-seconda-parte-dellintervista-ai-bronson-per-il-nuovo-singolo-a-fan-di-coffee-and-cigarettes/














martedì 4 febbraio 2014

Un paese di Vecchi per Vecchi

Un paese per Vecchi 

Ho fatto l'ennesimo esame, un esame andato bene in verità 29/30 non è male. L'ennesima stelletta del riconoscimento che le cose le so, e visto che ho anche esperienza sono una giovane promessa, o meglio per dirla come Flaiano " il solito stronzo". mi è stato dato l'ennesimo riconoscimento, della perversa inutilità di un sistema che ti chiede di sottostare a esami infiniti. Mi chiedo perché mi ostino a farlo, in fondo il nostro è un paese per vecchi. Ho superato la fase di ammirazione dei Maestri e riconosco il fallimento mio e della mia generazione. Osservo questi  vecchi, falliti anche loro ma felici di quello che hanno, che continuano a stare nelle loro sedie scomode, servili e inutili, bravi solo a dirmi che esiste un premio agli sforzi. 
Il premio è quella pacca sulle spalle, un sorriso dentierato e un "Bravo", data da gente che sta li solo perché serve il sistema o è stata raccomandata.
Alle volte è figlia illeggittima di un pensiero utile premiata dal servilismo. 
Sono stanco, annoiato, e mi sento inutile. non so che farmene del vostro Bravo, vi direi dove metterlo. 
Mi sento inutile perché non servo al sistema e il sistema non mi serve, anzi mi opprime, 
L'aver detto che non si faceva così o che le cose andavano cambiate è troppo generico. 
L'avere tentato di migliorarsi e di cambiare in se ancora più deleterio. 
L'unica cosa certa è che il nuovo che avanza è peggio del precedente. Quindi sconfitti due volte. 
La prima dal sistema La seconda dalle idee. Dalle speranze di poter anche per poco cambiare le cose. 
"Che vuoi cambiare ?" . L'ipocrisia. 
I metodi, che sono la corruzione fisica e morale una gerarchia feudale fatta da padroni ignoranti e boriosi. 
I meccanismi nella società fanno si che si premiano i furbi e io furbo non sono. Si premiano le puttane, uomini o donne che siano, io puttana non sono. Si premiano i nipoti. io nipote non sono.         
A me il premio non spetta.  
Resta una sensazione di disagio, quella nel notare che è oltre ogni pensiero umano che si vada avanti così.
E' mai possibile che non imploda il sistema ? Mai una svolta ?.
Si sa che le rivoluzioni sono lente ma inesorabili. Oppure moriranno prima o poi . Io attendo ...
ma ho la sensazione che la prossima ondata sia figlia della prima "Tutto cambia affinché nulla cambi"

giovedì 16 gennaio 2014

Calvino e il Web punti di vista per una discussione coi ragazzi della Radio

Criteri per una narrativa web nel nuovo millennio


piccole regole di base riprese da Italo Calvino 

La LEGGEREZZA:
La sottrazione del peso. La rappresentazione della realtà comprende la pesantezza dei problemi e dei conflitti, la natura umana e il suo dolore. Togliere peso vuol dire cercare di raccontare i nodi essenziali di una realtà non caricando di concetti, opacità, ma lasciando la narrazione libera di scorrere. Insistere sulla capacità delle immagini di far galleggiare e decollare i significati della storia, vedi stacchi musicali con immagini metaforiche, analogie, Sintetizza così Italo Calvino:
Alleggerimento del linguaggio – i significati vanno in un sistema di segni che hanno rarefazione, inconsistenza. Descrivere un ragionamento o una psicologia usando elementi sottili e impercettibili o descrizioni che abbiano elementi di astrazione.
Usare immagini di leggerezza che abbiano valore simbolico, Cavalcanti che volteggia sulla sua tomba, Don Chisciotte che infilza le pale del mulino e viene lanciato in aria…

RAPIDITA’:
il valore che si determina quando – identificato il protagonista e l’obiettivo della sua azione – si riesca a condensare lo sviluppo nei pochi punti essenziali: come punti collegati da una retta che salta a zig zag lo scorrere del tempo.
Sappiamo che la fruizione sul web è breve e dipendente anche da parametri tecnici instabili. Soprattutto sappiamo che c’è una maniera di narrare, come nelle fiabe e nelle short stories, che usa il tempo per ottenere con la massima economia, il raggiungimento del suo obiettivo espressivo e/o di comunicazione. Certo la relatività del tempo ha un’efficacia narrativa quando una successione di avvenimenti si rispondono (e si collegano tra di loro) come le rime in una poesia.

ESATEZZA:

La piuma che pesa le anime, in un video si fonda su 3 elementi:
Un disegno del filmato ben definito (la suddivisione in tre parti di una storia, piuttosto che il rapporto causa-effeto in una news, ecc.) e ben calcolato (proporzione tra le parti, ecc.).
Immagini visivi nitide, incisive, memorabili, “icastico”. Queste immagini devono sviluppare un linguaggio preciso come lessico e rendere le sfumature e i doppi sensi dell’obiettivo di comunicazione. I dati e le informazioni contenute devono essere verificate (su più di una fonte) e presentate con precisione (senza arrotondamenti e nemmeno presentandone in eccedenza: solo quelle essenziali).
L’aspetto fondamentale qui è evitare le immagini generiche, la metrica casuale, di tanta produzione che affolla la rete: ogni segno deve avere una sua importanza estetica, una sua necessità di forma e di contenuto; cercando la ricchezza di significati, proprio quelli che la vita, con il multiforme e insignificante rumore di fondo, sembra spesso negare.



VISIBILITA’:

LA POTENZA EVOCATIVA dell’immaginazione è stata spesso trascurata nei linguaggi della TV, che nasceva come una radio illustrata, con un ruolo meramente didascalico delle immagini. Nel nuovo millennio le immagini – e le icone – devono, e possono evocare i messaggi con maggior forza; insomma devono essere elaborati precedentemente ai testi.
Dobbiamo raccogliere una serie di immagini che per analogia, o conflitto, si dispongano sull’argomento, poi organizzarle nella struttura della storia. Per imparare a pensare per immagini dobbiamo superare l’indistinto rumore di fondo e trovare la sintesi dell’immagine “icastica”, sapendo che selezionare la realtà è il succo etico del nostro mestiere, ed è anche il più diretto parametro di confronto con la nostra storia e identità.

MOLTEPLICITA’:

Perché oggi è così importante la connessione di ogni opera con le altre? nella rete non è tanto il segno o il messaggio l’elemento che genera supremazia, ma il motore di ricerca. Le nostre opere devono tenerne conto, nel senso che in pochi segni dobbiamo sempre ricordarci di essere enciclopedici, riepilogativi, connettivi tra persone luoghi e fatti che ormai riguardano tutto il mondo: insomma globali. Diamo una particolare attenzione agli stili che usiamo, alti e bassi, raffinati e volgari, usiamoli per creare nuove associazioni e nuove attivazioni del significato.
Poi c’è un secondo piano sul quale ragionare: quello editoriale, quello del mercato e del posizionamento che deve raggiungere il nostro lavoro. l’essere parte di una produzione – di una serie, è sicuramente un valore aggiunto, crea riconoscibilità e fidelizzazione sia nel commerciale che nel libero spazio dei prodotti video; ci aiuterà a posizionare le proposte per il mercato del prossimo millennio.

mentre si scrive tutto ciò mi piacerebbe avere confronti sul tema pertanto mandate commenti sono ben graditi.  



giovedì 14 novembre 2013

Tacchi misti : una cosa meravigliosa che rifarei

Dopo aver letto Ennio Flaiano (“Lo spettatore addormentato”) nessuno, sano di mente, avrebbe mai deciso di commentare uno spettacolo teatrale. 

Nessuno che conosco, almeno, avendo visto un Lavia o un Garinei de no'artri sarebbe tornato volentieri a Teatro per vedere un qualsiasi spettacolo.

Ma si sa il Karma, il fato, la vita ti offrono ogni tanto imprevisti ritorni e piacevoli sorprese ed eccomi qua a citare Wallace (solo nel titolo per carità) ed eccovi il resoconto di una giornata a teatro con la compagnia di Tacchi misti. 

La commedia tratta da un testo di 
Gloria Calderon Kennett "Accessories" è in scena dal 12 Novembre al 2 Dicembre al Teatro Belli in Trastevere.

Piove poco, ma per arrivare a Santa Maria in Trastevere l'unico sistema veramente pratico è il mezzo pubblico cioè il tram e quindi a piedi. 
Dopo una breve passeggiata sino a Santa Maria dove mi accoglie calorosamente il regista Ferdinando Ceriani, mi accomodo nel back stage dove mi presenta la compagnia. 

Mentre la costumista è intenta agli ultimi ritocchi, e due attrici sono in ritardo sul trucco, tra ferri da stiro e camerini intasati di vestiti (ogni una delle attrici ha almeno cinque cambi) chiedo se sono disponibili a rilasciarmi delle piccole interviste.

Eccole 

Link :interviste
Ferdinando  http://youtu.be/eQ29qSWZCkM
Valentina :  http://youtu.be/ku_yDfejWI0
Silvia http://youtu.be/EIQqFQYE9nA
Corinna  http://youtu.be/Ig70aJFK4fE
Carla http://youtu.be/qcQdhLTA6-8




Siamo in un locale storico, piccolo e antico, poche le offerte al rutilante mondo dello spettacolo, Basso il prezzo 10 euro circa. Sette in abbonamento quanto un pessimo film americano destinato al piccolo schermo. Velentina M.G trasteverina DocG conserva di questo luogo ricordi teneri dell'infanzia. 



Dopo neanche mezz'ora, fatte le interviste siamo in sala e lo spettacolo è pronto. 
Il parterre è radical chic al massimo, c'è tutta la Roma dei salotti e dell'arte. 
Io ho riconosciuto Lino Patruno, mi sono emozionato come un bambino. 
Mi aspettavo uno spettacolo urlato, ma così non è. 

Eva la prima donna, l'insegnante, la paurosa e indecisa, amanti, vittime, carnefici in crisi, suore e ninfomani, domestiche e nevrasteniche, Dio stesso è Donna una carrellata di personaggi incredibile, piacevole      
Per novantacinque minuti assisto ai monologhi di 16 personaggi meravigliose e tragiche in una commedia leggera, americana si, ma universale almeno per quanto riguarda i caratteri.



Sinceramente ho riso di gusto, intelligente e raffinato il modo per raccontarlo, brave veramente brave le attrici, anche la più giovane che nella versione da doccia, di una fidanzata abbandonata (Silvia) affonda un fidanzato alquanto smarrito. 
La donna incinta (Corinna) , il tutor del sesso (Valentina), la venditrice (Carla) , sono personaggi che non dimenticherete presto. 

Quindi appunto citando Wallace una cosa meravigliosa che rifarei

La versione integrale delle interviste su 




in onda su Fan di Coffee And Cigarettes  Martedi prossimo dalle 13,00
https://www.facebook.com/FanDiCoffeeAndCigarettes
  



martedì 12 novembre 2013

L'utile idiota : Lenin come il Sommelier



Bevo vino. 


Produco cioè un discreto quantitativo di vuoti a perdere, che trasporto direttamente, in cartoni, alla raccolta differenziata. A naso sono convinto di poter riconoscere almeno una quindicina di vini diversi. Da qui a conoscere il vino è tutta un'altra cosa.


La conoscenza la riserverei ai professionisti ai sommelier, agli addetti ai lavori : distributori, enologi, produttori, qualche chimico bravo.
Io mi definisco volentieri un bevitore sociale, o un devoto di San Giovese non praticante, un “amico del Fojonco”.
Detto ciò alzo un lamento: non sopporto più di sentire decantare a sproposito chiunque di vino a tavola. 

Basta !!! Con i sommelier della domenica.

Cos'è successo ? Dov'è finita quella setta di ridanciani sfaccendati vitelloni e simpatici racconta storie che erano gli arcigola di una volta. Che fine hanno fatto quel gruppuscolo di pazzi un po deviati che erano i malsani bevitori, che come unico scopo avevano quello di di divertirsi, di stare in compagnia,semmai di salvare delle piante, e non certo quello di promuovere per il marketing delle nuove etichette a favore di multinazionali.

Quelli che il viaggio finiva in osteria e la conoscenza passava anche attraverso il cibo. Quand'è che sono diventati alla page, cool, fighetti, etc. etc. 


Quand'è che il sommelier è diventato l'utile idiota per la vendita di nuovi prodotti sul mercato ?

Com'è successo che per una contraffazione chimica alimentare i 15 morti per metanolo e gli oltre 19 ciechi questi martiri dell'ignobile meschinità dei capitale sono diventati i validi giustificatori del consumo e della moda del degustatore di massa.

Intanto cos'è una degustazione ? In un luogo definito, solitamente un grande albergo o una fiera, si incontrano molti produttori-promotori e molti alcolisti mancati. Il primo promuove un prodotto il secondo cerca di bere nel minor tempo possibile il più alto numero di bicchieri che il fisico, le gambe il comune senso del pudore gli permettono. All'interno di una degustazione, l'offerta può essere devastante. Nel caso della mia ultima partecipata 230 vini diversi derivati da 8 qualità di uva con sei denominazioni diverse. Alla decima ciucca o sbronza anche un demente inizia a porsi dei limiti e scegli esclusivamente dei vini in “orizzontale”, cioè beve lo stesso tipo di vino di produttori diversi. L'altro sistema cioè quello “verticale” riguarda invece le annate o gli invecchiamenti. Praticamente si uccide lentamente e con coscienza. Le degustazioni sono quasi sempre aperte al pubblico, e se ci si muove con un po di pazienza si arriva anche a quelle professionali.



Durante le degustazioni si dovrebbero fare delle osservazioni intelligenti. Ma vi assicuro che bisogna essere molto bravi per mantenere i pensieri lucidi e la conversazione ad un livello dignitoso con tutto quell'alcool in corpo. Esiste in queste manifestazioni un determinato vocabolario, una terminologia di conversazione fra affiliati che produce una serie di distinzioni di profumi che neanche Coco Chanel era in grado di percepire tramite l'olfatto (soprattutto dopo il terzo bicchiere). Ovvero gradi zuccherini, colori, densità...
anche i gesti richiedono un garbo e un minimo di eleganza. 



Per questo fanno i corsi per farvi accedere tra quelli che lo sanno fare. Ma qui subentra un particolare aspetto della faccenda. Le scuole di pensiero sul vino sono almeno tre: Veronelli_ Ricci_ Maroni, non se ne abbiano i tre signori e i loro adepti ma è per pura sintesi : Veronelli amava il sangiovese giovane il vino terroir e i minerali, un bere da millenni con poche referenze alla scuola Moldavi dei barriques, grandi botti, anche di castagno, beverini o impegnativi sempre con un errore o una nota più alta. Maroni come alcuni dell' AIS il corretto in struttura e colore con identità ben definite, a tale uva corrisponde tale profumo, pulizia e lavorazione in primis, vini stabili nel tempo e di gran classe, a mio avviso da mercato internazionale. Sangiorgi è un assaggiatore sopraffino con la ricerca estrema della micro particolarità e la purezza di spirito e ricerca. Scuole per massima parte tutte corrette alle quali andrebbero aggiunte quelle mode come il biodinamico, in amphora, sperimentali piede franco, ecc. insomma un mondo vasto e complesso, che come tutte le cose italiane ha al suo interno guelfi e ghibellini. Amo il vino si ma non prendo parte a partiti. Ho il mio gusto che spesso è sbagliato procedo per tentativi, e gli errori sono frequenti ma a me, va bene così.
Il primo sorso di un vino vi rileva i sentori di alcool in purezza, il secondo vi seduce, attenti però perché e solo finendo in compagnia la bottiglia che riuscirete a capire se merita o no.
Molte delle cose che ci affascinano al primo colpo sono i realtà i prodotti della moda un dannato appiattimento alla vaniglia o al sapore di “Batuffoloso coniglietto bianco” (la definizione è di Stuard Pigott  "Slow 49"), un trucco da chimico, che ha come scopo quello di affascinare il degustatore e prendere il premio sulle guide. 





Io amo del vino il potere che esercita sullo spirito Campanile descriveva brevemente in un suo libello il complesso rapporto tra gli asparagi e l'immortalità dell'anima ma tra il vino e l'anima ? 


"C'è un rapporto mi sono chiesto?"

Secondo la teoria del degustatore, il vino è approccio chimico, sensitivo. Ha una gamma di colorazioni e una struttura, persistenza, metodologia di accorpamento massale. Catalogazione matematica dei sensi. Nulla da eccepire ma sono troppi i cattivi maestri per stare tranquilli. Il vino è ebbrezza, calore una carezza amorevole della natura, per l'uomo stanco e affaticato è la bevanda con cui si nutre, si da messa, si festeggia.
Io lascio che il piacere di berlo derivi più dal piacere di stare in compagnia piuttosto che dalle qualità organolettiche. Ricordo le bottiglie in base alla compagnia, con chi le ho bevute, questa è per me “l'esperienza sensitiva”. 

Vi lascio parafrasando Campanile :


"Non vi è prova che il vino sia in relazione con l'immortalità dell'anima. Il vino attende alla faccende relative ai campi al lavoro e al desco. L'anima ha compiti spirituali e ci congiunge nell'immortalità con Dio. Ma nel suo piccolo anche il vino ci innalza lo spirito verso la congiunzione con la natura e quindi con Dio. Ne deriva che anche il vino possiede uno spirito se non un'anima. Quindi la faccenda è quanto mai complessa e della materia religiosa io non so. Ma un buon bicchiere di vino a me dimostra che esiste un anima e mi avvicina alla natura se non a Dio. Quindi bevo".


Alla salute 

lunedì 28 ottobre 2013

Preacari disperati a Tor Pignattara

Continua la ricerca di un format televisivo americano per cui fare una serie italiana di successo. Desperate Housewives -(I segreti di Wisteria Lane), è una serie televisiva made in USA ideata da Marc Cherry trasmessa dalla rete televisiva ABC dal 2004 al 2012.
  


Ambientata nel quartiere fittizio di Wisteria Lane, in una città qualsiasi. La serie tratta delle vite di quattro casalinghe che combattono le loro battaglie domestiche sullo sfondo di molti misteri che sconvolgono l'apparente tranquillità della ricca periferia borghese americana. Cronaca impietosa della' American way of life, la serie è un fenomeno mediatico statunitense senza precedenti, in Italia ha avuto un discreto successo di pubblico. Ovviamente come nella precedente occasione bisognerebbe attualizzarla, trasportarla nella realtà italiana. Ma dove trovo un quartiere così attiguo un wisteria lane italiana ? Ovvio Torpignattara case basse due tre piani al massimo, attiguo vicini che ancora parlano tra loro. Ma le casalinghe disperate ? Borghesi e annoiate abbastanza ricche ? I baby pensionati dei ministeri italiani ecco la soluzione i 50enni nulla facenti da bar disperati cassa integrati che non riescono a rientrare nel fantomatico mondo del lavoro precariati disperati ecco


Precari disperati : I miei personaggi


Roberto informatico di bell'aspetto dopo una vita in Telesia in Almabio e call center come supervisor, sistemista, telefonista e operatore sono sei mesi che non lavora più. Si arrangia sistemando cassette della frutta al banco dei suoceri e lavora Part_time come assemblatore di Pc presso una società cinese. Luigina sua moglie invece ancora ha le supplenze presso una scuola media di Pomezia e fa avanti indietro.

Radi: lui è emigrato in Italia negli anni 80 quando di euro non si parlava fa le pizze e lavora solo la sera, ma da un po' lo chiamano solo il fine settimana. È stanco i suoi tre figli non li vede da due anni la moglie nemmeno, non ricorda neppure come si chiama il suo vicino di casa. Vorrebbe tornare a casa sua ma non ce la fa coi soldi. Nel mentre una casa l'aveva costruita ma i figli non hanno voglia di fare nulla è solo per mandare a casa un po di soldi deve saltare i pasti da qualche mese.




Paolo: ex pubblico precario Co Copro cinquant'anni, ne ha passati sette in cassa integrazione. Di dodici lavorati metà e metà. La azienda dove lavorava è fallita più volte e ogni volta cambiando nome lo riassumeva per agevolarsi degli sgravi, e ricondurlo nel limbo degli inutili. Non sa fare niente perché nulla gli hanno mai chiesto di fare. Archiviava dati che nemmeno leggeva, tanto era consapevole che non servivano a nulla. L'esclusivo scopo era di prendere le prendere finanziamenti poi la società falliva. Un giorno conobbe un grande manager pubblico, fu felice ma dopo un paio di finanziarie fece crepare la struttura mettendolo finalmente in cassa integrazione. Si è apaticamente abituato all'Inps, all'ufficio di collocamento, ai vari sindacati dove conosce tutti e tutti lo conoscono. Passa le sue giornate a leggere libri ora che di tempo ne ha.
Maurizio quasi quarantino è calabrese, è emigrato alla fine degli anni 70 con la famiglia. Spende la vita alla ricerca di un lavoro vero. Laura in Antropologia costruita dopo dodici anni di duro assenteismo dai banchi dell'università. Ma poi non ha saputo che fare. Per fortuna un suo zio commercialista gli manda denaro da investire e lui si ritaglia la sua quota. Compra negozi che poi vende ai cinesi. Non è una attività molto impegnativa e a lui piace tanto lo zio che nel mentre è diventato senatore, gli ha promesso un posto fisso magari all'università, lui fuma canne tutto il giorno e aspetta. Ha un passato da punk bestia, la politica è troppo per lui, tanto per arrotondare ogni tanto spaccia marijuana.


Roberto: romano quarantino sfacciato, laurea in Scienze politiche precedenti esperienze come giornalista, consulente, operaio ragioniere, magazziniere, chiusa l'ultima azienda nel 2010, rimasto inoccupato ha prima divorziato, perso tutto e non ha più trovato un altro posto di lavoro. Ha una vita sociale e una buona dose di ottimismo si applica si da da fare ma non arriva a fine mese.




Troppo irreale ? Una cosa così chi la guarderebbe ? … Eppure per quanto assurdo parlo di cinque persone reali, che conosco e che vivono accanto a me. Le loro tresche sentimentali sono poco divertenti, le loro vite tropo monotone ?
Già, manca quel pathos che ci fa immedesimare solo nel meglio. Devo concentrarmi sui radical chic quelli che fanno la spesa Bio, e hanno problemi perché l'ultimo i phone non gli funziona.
Ma non c'è gente così tra quelli che vedo in giro
mi sa che questa cosa non si po' fare cerco una altra serie
sceneggiatori della fox temetemi arrivo e vi rompo il c...o



ragazzi voi che mi leggete mandate suggerimenti magari aiuta ..