giovedì 9 giugno 2011

una Bandiera

Però! Non mi ero mai accorta che il confine è a due passi. Mi sbaglio, o quando avete comprato la casa era più lontano?». Stelio Mattioni (Dolodi)



Una bandiera - dicono quassù - non cambia il cuore. Di fronte a tante insensatezze della politica, la gente di quassù ha sviluppato una nonchalance ricca di umorismo. 
A Sorcerga, si racconta, c'era nel dopoguerra un contadino con delle vacche. Come in tutte le stalle di famiglia, ogni vacca aveva un nome, e una si chiamava “Napoli”. Quando guidava l'aratro per invertire la direzione, gridava alla bestia “torna Napoli”. Qualcuno udi il richiamo nella solitudine della campagna, lo interpretò come nostalgia italica e chiamò la polizia. La squadra politica sbarcò in forze a Soćerga, arrivo il commissario. Si rivolto il paese come un guanto, per scoprire alla fine che la spia dei fascisti era solo un mandriano. Tutto fini in una bevuta ma il paese se la vide brutta: erano gli anni del nazionalismo fanatico, e chi non ci stava finiva a Goli Otok, a pane ed acqua. 

omaggio a Schifano e kafka


Estate afosa 2009 A1 prima del raccordo stanno cappottati due carrelli ... Foto, siamo nel nulla,  nella mitica autostrada del sole dove il sole non c'è quasi mai, che fanno là ? Niente aspettano. All'epoca non c'era instagram questa è fatta con un digitale base.Ma i due carelli rovesciati ? neanche fossero Kafka. Li ho poi visti altre volte. Ma la domanda è sempre la stessa. Come sono arrivati la ?

martedì 7 giugno 2011

omaggio a Schifano 2


Se Maometto volesse l'acqua minerale


Oltrepassando la scaffalatura “bibite” ci si ritrova sotto la Grande Montagna dell'acqua minerale. Appare gradualmente e si mostra in fieri come un grande lago posto in verticale, intrappolato in una decina di piattaforme o Pallet. Le indicazioni danno mostra di carenze quali senza sodio senza grassi, senza calcio. SENZA.
Mentre l'esposizione degli altri prodotti è ragionata, pensata, studiata, ammiccante, curata per meglio promuovere la vendita, nei confronti dell'acqua intrappolata nel Pet, questo pensiero è superfluo. La gente acquista acqua minerale direttamente in blocchi da sei, nove, dodici litri, già belli che confezionati con il comodo manico. Ecco spiegato il motivo dell'accatastamento montagnoso, sono talmente pesanti da sistemare e talmente veloci nei ricambi, visti i volumi di vendita, che il comparto non necessita di alcuna sistemazione permette di lasciarle confezionate in quintali europei, compresse in plastica. Con tappo in plastica, chiuse in plastica da 12 bottiglie. Per meglio capire questa stranezza ho interrogato il mio Campione : “cosa avete contro l'acqua di rubinetto?” - da parte mia ho avuto il timore che nelle tubature si celino mostruosità organiche e virali a me sconosciute – la maggior parte mi ha confessato che : nell'acqua di Roma c'è molto calcio, e non è buona come quella minerale”. Per quanto il Calcio sia amato dagli Italiani, in questo caso i risultati come in calciopoli sono truccati. E' stato ampiamente dimostrato che il calcare non si trasferisce ai reni, ne alle ossa, il calcio per le ossa sta più nelle alici e nel parmigiano che non nell'acqua. Semmai il problema potrebbe essere l'arsenico, che è presente anche però nelle bottiglie. Il mio campione glissa. Insisto ricordo così a memoria che l'acqua cioè l'ossido di idrogeno H2O: è sempre e solo minerale, non è non può essere vegetale ne animale. Quindi insisto sulla motivazione “avete mai pensato da quanto tempo sia stata imbottigliata, quanti chilometri ha percorso, quanto sia stata in quella bottiglia prima di arrivare sulla vostra tavola ?” non è che vivete in quei posti particolarmente disgraziati: (solo nella provincia di Roma circa una ventina di comuni) isole carcerarie, paludi, insomma voi non trovate un cadavere nel fiume da spostare prima di lavarvi al faccia, non sono in corso a mio sapere, nel paese infezioni di tifo o colera, in definitiva Perugia compresa, l'acqua di rubinetto saprà un poco di Ammucchia ma è buona e pure tanto. Non rispondono mi guardano come se avessi detto “Europa è un satellite di Giove” . Per il mio campione il problema non c'è visto che sostiene “a me piacciono le bollicine, e in democrazia uno può fare quello che meglio crede”. È riduttivo per me pensare che la Demos-cratia e la res -pubblica (meno male che c'è un referendum) passi attraverso la possibilità di bere con le bollicine ed eliminare l'odiato sodio. 
Maometto non andava alla montagna allora fu la montagna ad andare da Maometto.

domenica 5 giugno 2011

Altane frutta e verdure


Entriamo cosi nel grande Antro delle verdure, belle o quasi. Illuminate male con quella saturazione che davano le vecchie cassette Secam, luce francese anni '80, tutto  rigorosamente in giallo verde, come solo con neon a basso costo si può fare; in questo carnevale di banchi da finto mercato rionale, che è talmente moderno che è più vicino al Moma che non alla campagna, si scorge: alla destra verdure Bio, tecnicamente prodotte da Gaja, cioè dalla Terra. Però imbustate, fatte per la Nestlè o per la Unilever, in appezzamenti di 1500 ettari minimo, utilizzando mano d'opera illegale, concimate con gli elicotteri, mono semi rigorosamente Monsanto, imbustate in plastica, ma in cassettine di legno finto riciclate. Se come credo è legno riciclato cioè pasta di legno sbiancata a ipoclorito di sodio (varechina) e incollato (con acetilene più benzene derivato dal mais, più metanolo come mordente e colorante a base fosfati) sarà Bio comunque?. La risposta è si, la normativa europea è piuttosto a trama larga.

Vicino, trovasi frutta secca, verdura in scatola, salse francesi, maionesi bretoni, preparati a base varia tra cui farro, orzo, fagioli secchi, lenticchie di Favignana e Castelluccio di Norcia. Alla sinistra in un accastamento da mercato generale patate rosse bianche e gialle, con selenio e senza, ma di: ovunque, ovviamente Avezzano e Romagna, Umbria Colfiorito primeggiano. Ma quante patate producono ? Sia Colefiorito che Avezzano, sonno state rase al suolo dal terremoto le patate sono terremotate ? Comunque, melanzane olandesi, cipolle di Tropea, Sud Africa e Cina, aglio palermitano e senegalese, broccoli romani (solo nel nome quelli per l'arzilla per capirsi) peperoni zucchine, tutti insieme sempre indipendentemente dalla stagione e dal giorno dell'anno. Finocchi, pommidori (tutti pachino) porro, etc. Al centro campeggiano due oggetti che hanno la loro bella presenza, sembrano delle altane. Sono un dispensatore di guanti e buste di plastica, di misura sei metri per tre, piccole non ne ho mai viste sarebbero poco super e soprattutto non smaltirebbero i derivati del petrolio; ed una bilancia elettronica stampatrice con molti numeri e anche qualche figura. Nelle poche volte che ne ho fatto uso, ho dovuto rammentare tutte le cognizioni di logica matematica e filosofia delle medie superiori, che il mio insegnante ha tentato di trasmettermi. Rammento che raccontava di essere stato allievo di Caccioppoli a Napoli negli anni '60. e di non essere riuscito a superare l'esame perché non riusciva in una esercizio. Doveva esprimere in termini matematici come si prepara un piatto di spaghetti. Tipo si prenda una pentola, la si pone nel lavandino, si riempie di acqua un litro ogni 100 grammi di spaghetti, si accende la fiamma del gas, si pone sopra la pentola con l' acqua, si pone sopra il coperchio, etc.. gli veniva fuori raccontava sempre senza qualche passaggio infinitesimale. Superficiale quindi illogica, non matematica. Anche io come il mio professore, che poi evidentemente l'esame l'aveva superato, mi trovo a saltare qualche passaggio... attacco ad esempio l'adesivo sulla mela, sul cetriolo, ovvero ricorro al guanto di plastica solo alla fine e non trovo niente di meglio che gettarlo nel mega bidone della spazzatura, - superbidone sarebbe più corretto -, oppure dimentico il numero. Ogni prodotto ha il suo cartellino identificativo del nome e del numero, ad esempio il tre è la cipolla fresca a mazzetti, il quattro la rossa di Cannara, il cinque le gialle comuni cilene, il sette non lo so, l'otto si le zucchine toscane. Quindi prendi la tua zucchina, poi prendo la busta, poi torno indietro e scusandomi coll'addetto “Ciao sono Paolo”, che mi rimprovera perché: -”il guanto è obbligatorio, scusi non è per me, ma sa l'ufficio d'igiene...” io lo sapevo per cui: - “mi scusi, ...- intanto penso – ma quelli dell'ufficio d'igiene che pensano che si raccolgano e vengano disposte le mele col guanto sterile, e i camionisti ? , sono scemi se pensano che io le prendo e le mordo così, ma tutelano me o i produttori di plastica ?. Bisogna rispettare le regole sociali di convivenza ma non si può farsi prendere per il c..o così di continuo. Intanto prendo il guanto. Arrivo quindi alla bilancia con le zucchine, un guanto in mano, e una busta. Infilo le zucchine nella busta... incontro l'ottuagenaria del quinto piano la quale, imbarazzata quanto me, ma soprattutto sopravvalutando la mia cultura, mi chiede: -“mi scusi sa qual'è il numero della lattuga?”-. In un raro quanto mai inutile proposito di buona azione giornaliera, le rispondo con fare sorridente: “aspetti signora vado a vedere” - torno indietro guardo la numerazione della lattuga, torno rapido dalla vicina e dico: - “è il 24!” - lei mette la lattuga sulla bilancia anche lei senza busta... vado a prenderle la busta. Torno col guanto da buttare. Imbusto schiaccio il 24, esce l'etichetta, la guardo “fiori di zucchina euro 21”, mi scusi : - aspetti ho sbagliato ” - Lei mi guarda neanche fosse Caccioppoli. “Ecco era il 74”. Tento di difendermi con una scusa: “ma chi li scrive sti cartelli?”. È stato “ciao Paolo”, mi ha sentito ed è piuttosto scocciato, prende la signora per mano, l'aiuta a fare la spesa. Tutti e due mi guardano neanche fossi Jago di Otello. Quando finiscono la signora saluta “ciao Paolo” non me a me continuerà a buttare la spazzatura dal balcone del quinto piano. Finalmente solo peso le mie due zucchine (senza guanto) e le tre mele per la salsa del vitello, ma il numero è … il cinque, schiaccio con vaga preoccupazione, controllo lo scontrino : mele renette 2 euro e cocci. E' giusto … è il mio.  

Omaggio a Schifano.

via nomentana roma
un carrello post industrile nel verde di un parco pieno di nulla

mercoledì 1 giugno 2011

Pastina in brodo della pensione

- Cosa ha mangiato a mezzogiorno ?
- Pastina in brodo ...farfalline. Formaggio
- e stasera ?
- Ossobuco e piselli surgelati
- frutta ?
- Non so …
- la sera a che ora cenate ?
- Alle diciannoveetrenta
- un liquorino alla fine ?
- no...quasi mai
- il pepe è macinato o da macinare ?
- È macinato
Incubo, mi siedo a tavola, in trattoria, davanti ad una tovaglia macchiata di vino a denominazione incontrollabile, salsa di pomodoro e ragù alla bolognese già fatto. Olio di oliva?  Un cameriere sciatto e sudato con la giacca macchiata.... il tavolo traballa, le urla dei commensali e il rumore di posate sui piatti è obbligatorio, tutti a parlare a voce alta per farsi capire. Dalle porte del gabinetto bene in vista esce lo scroscio dello sciacquone …
la degradazione si solito è totale arriva dall'insegna...anche cucinare se si deve fare tutti i giorni può diventare un incubo ...
Ecco la ricetta della pastina in brodo della pensione...
Portare a ebollizione il brodo (lungo ma grasso) in una pentola di alluminio non particolarmente pulita. Gettare la pastina (stelline o simili). Chiamare una amica al telefono e stare al telefono il doppio del tempo necessario alla normale cottura della pastina.spegnere il gas e quando la ministrina è quasi fredda portarla in tavola e servirla nelle fondine gelate augurando buon appetito.
Aldo Buzzi